Quaranta giorni di luce
reginadipace 26/02/2012 01:26:11
di Stefania Consoli
Tutto è pronto. Tutto ben misurato e adatto a ciascuno di noi. Dio ci ha guardato nel profondo e ha scelto per ognuno giorni ricchi di situazioni che potrebbero cambiare radicalmente il nostro cuore. Perché spesso è “di pietra”. E invece ci vuole un cuore morbido e ubbidiente per sperare resurrezione. Alla fine di questi giorni. Quaranta per l’esattezza.Ci stanno davanti, uno dopo l’altro, pronti ad essere vissuti con buona volontà e gratitudine. Li accompagna una grazia tutta particolare, capace di raggiungere gli angoli più oscuri del nostro essere: quelli che hanno ancora paura della Luce perché non vogliono che si scopra il peccato che vi è annidiato, insieme alle antiche ferite mai consegnate a Dio e quindi incapaci di perdono; insieme alle nostre rabbie, alle frustrazioni, alle ribellioni che si sono accumulate nella nostra vita perché non ci siamo sentiti amati, né capiti e neppure accolti. Ed è proprio lì che c’è bisogno di luce, per cominciare a fare pulizia.
Preziose opportunità. Piccole e grandi chances di conversione, di revisione di vita, di riesame di quei sentimenti che spingono il nostro cuore a dipendere dalle cose che il mondo ci propone, e che noi accettiamo per non sentire il vuoto che la nostra infedeltà a Dio ci crea nell’anima: «Io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male» dice Mosé al popolo che lo ha seguito per quarant’anni nel deserto, «oggi, perciò, io ti comando di camminare per le sue vie, di osservare le sue leggi… Ma se il tuo cuore si volge indietro e se ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli… non avrete vita lunga» (Dt 30,15-17).

Sono parole che la liturgia ci pone innanzi proprio al’inizio del cammino quaresimale, punto in cui ci apprestiamo anche noi ad addentrarci nel nostro deserto per combattere quelle passioni che ci rendono schiavi. Veri e propri idoli che in modo inconsapevole “adoriamo” e che ci fanno dimenticare la Sorgente del nostro vero Bene.
Non è facile. È una dura battaglia, perché le forze del Male sono potentemente al lavoro per distoglierci dal nostro cammino di santificazione e strapparci dalle mani di Dio.
Ma a noi sono consegnate delle armi più efficaci, imbattibili, se le sappiamo scegliere: «Io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione. Scegli dunque la vita… amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui» (Dt 30,19).
La scelta dipende esclusivamente da noi, dall’uso saggio della nostra volontà e della libertà. Solo amando e scegliendo Dio, insieme alle sue leggi, ogni cosa risulterà vincente nella nostra giornata.
Scegliere la vita. Usare con responsabilità la propria libertà nella consapevolezza che questi che viviamo sono tempi che richiedono serietà, attenzione, perché è in corso una forte battaglia tra la Luce e le tenebre. E queste guerre partono innanzitutto dentro di noi, lì dove ancora non siamo riconciliati con noi stessi, con Dio e con il prossimo.“Quaranta è una cifra che esprime il tempo dell’attesa, della purificazione, del ritorno al Signore, della consapevolezza che Dio è fedele alle sue promesse” dice Benedetto XVI nel suo discorso di inizio Quaresima. “Ma è anche un tempo entro cui occorre decidersi ad assumere le proprie responsabilità senza ulteriori rimandi” perché questo “è il tempo delle decisioni mature”.
È quanto leggiamo anche in un messaggio dello Spirito Santo a Stefania Caterina: “La libertà vi sarà lasciata sempre da Dio, di fronte ad ogni decisione che dovrete assumere nella vita; essa è inviolabile, ed è la vera prerogativa dei figli di Dio. La libertà ha come conseguenza la responsabilità: poiché siete liberi, siete anche perfettamente responsabili delle vostre scelte. Infatti, Dio vi fa conoscere le sue leggi, fin dal momento della creazione le imprime in voi, affinché possiate orientarvi verso il bene, ma la scelta è solo vostra. Egli non interferisce con la vostra libertà, né vi condiziona, poiché siete figli e non schiavi. Siete liberi dunque di scegliere, e siete stati messi in grado di comprendere le conseguenze della vostra scelta, qualunque essa sia. I mali che affliggono la vostra umanità non vengono da Dio, ma dal cattivo uso della vostra libertà. Dio, però, non vi abbandona mai…”
Non possiamo scherzare con la nostra vita, è un dono troppo grande per sciuparlo con superficialità! Dio è già in movimento, l’azione è la sua non la nostra. È il suo spirito che ci purifica, è la sua Parola che ci interpella e svela le menzogne con le quali nascondiamo i nostri comportamenti malati. È Lui la luce, “Luce gentile”, perché non forza mai, non si impone; chiede sempre il permesso e aspetta il nostro sì.
Se ci fidiamo di Lui, del suo modo di operare attraverso le prove che incontreremo sul cammino; se amiamo il sacrificio che tiene a bada quelle piccole e grandi furbizie che ci spingono verso una falsa autonomia, vedremo emergere man mano i sintomi dei nostri mali interiori. Ci sentiremo malati, deboli, ma solo per un momento, il tempo della cura. Dio è la nostra medicina. Se però Gli impediamo di arrivare al punto ammalato, ogni terapia risulterà vana.
“In questi quaranta giorni che ci condurranno alla Pasqua di Risurrezione possiamo ritrovare nuovo coraggio per accettare con pazienza e con fede ogni situazione
di difficoltà, di afflizione e di prova, nella consapevolezza che dalle tenebre il Signore farà sorgere il giorno nuovo”, continua il Papa nella sua catechesi; “e se saremo stati fedeli a Gesù seguendolo sulla via della Croce, il chiaro mondo di Dio, il mondo della luce, della verità e della gioia ci sarà come ridonato: sarà l’alba nuova creata da Dio stesso”.Giorni di luce, giorni di grazia. Un clima che non dovrebbe esprimere rigore, nè grigiore, come spesso viene pensata la Quaresima, ma linearità di vita che si nutre di semplicità, di una sobrietà attenta all’essenziale. Uno stile di vita quotidiano che non spreca energie a cercare ciò che è periferico, accessorio, e si concentra “in Dio”, nel silenzio, nella preghiera e nell’ascolto, pur tra tante attività.
Senza fretta, nella quiete interiore. Scopriremo che il deserto non è fatto di nulla, perché è proprio lì che incontreremo Dio, faccia a faccia. Noi saremo noi stessi. E Lui sarà con noi. ♦
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Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando mi siedo e quando mi alzo,

intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.
(Salmo 138)
È così Signore, tu ci scruti e ci conosci. Il tuo sguardo di luce penetra ogni particella del nostro essere. Nulla lo può schermare.
Cosa vedi, Signore? Cosa trovi nascosto tra le pieghe della nostra vita, spesso accartocciata su se stessa, ma desiderosa sempre di distendersi per poi spiccare il volo, come uccello libero sul mare?
Penetri da lontano i nostri pensieri… Non c’è neanche bisogno di tradurli in suoni, in parole perché tu li possa intendere. È sufficiente lasciare spazio nella mente che tu già li sai. E li leggi, e guardi la confusione che talvolta li confonde perché inutili informazioni dal mondo li contaminano, creando peso e nebbia… Banalità, futili pensieri. Ma solo il tuo pensiero, Signore, regge la nostra vita. E mentre pensi tu ci crei, e ci ricrei, ogni istante. Solo questo conta veramente.
Mentre ci guardi, Signore, osservi il nostro cammino e il nostro riposo… Quanta strada ci sembra di aver fatto nella vita, e quanta ancora ci aspetta prima di ritornare a te, nel tuo abbraccio, dove potremo davvero riposare! È faticosa la strada, talvolta i passi non riescono a muoversi, soprattutto quando la via si fa ripida, sconnessa, tra i tanti problemi che nascono nel nostro giorno. Passi affaticati, passi lenti. E quanti, purtroppo, passi indietro quando rifiutiamo di affrontare le nuove sfide da superare, per procedere sul cammino.
Ma a te Signore sono note tutte le nostre vie. Anche se storte, anche se controverse, anche se spesso, come su un “rondò”, giriamo in tondo e non imbocchiamo mai la via d’uscita che ci porta a meta.
Per questo, invece di scoraggiarci preghiamo per aprirci alla Speranza, e riprendiamo il Salmo:
Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri:
vedi se percorro una via di menzogna
e guidami sulla via della vita.

