Ania a Selva del Montello
temponuovo.net 07/03/2012 13:42:20
Selva del Montello, la 29enne Ania Goledzinowska ha racccontato la sua storia da Berlusconi alla scoperta di Gesù
di Enzo Favero
VOLPAGO
Quando si è trattato di scegliere, quel 25 giugno dell'anno scorso, tra il Billionaire di Flavio Briatore a Porto Cervo o la comunità di Medjugorje, ha scelto: vita di preghiera e di fatica, non più di lusso e di feste. È stata la svolta di Ania Goledzinowska, ex top model e donna di spettacolo di 29 anni che l'altra sera in chiesa a Selva del Montello ha raccontato la sua storia davanti a mezzo migliaio di persone. Quando era andata a Medjugorje Ania era convinta di rimanerci 9 giorni perchè appunto il 25 giugno doveva essere a Porto Cervo. Invece ha mandato una mail per disdire il contratto con Briatore, è tornata a Milano ha venduto tutto ed è rientrata in Bosnia, a lavare panni nella comunità religiosa.
La sua storia cominciata in Polonia molti anni fa, è prima quella di una ragazza vittima di violenza sessuale, poi di una giovane arrivata in Italia con il miraggio di un lavoro dorato e finita invece in un garage alla periferia di Torino a prostituirsi. Poi la fuga a Milano, l’ingresso nel mondo della moda, delle feste luccicanti, ma anche della cocaina. L’approdo a a Palazzo Grazioli almeno in una occasione e, nel periodo immediatamente precedente al suo ingresso in comunità a Medjugorje, la storia d’amore con Paolo Beretta, nipote di Berlusconi. Nella testimonianza dell'altra sera, Ania non ha mai nominato nè il giovane nè il potente e ricchissimo zio, ma l'ha fatto capire quando ha detto che, al momento di entrare in comunità, «ha rinunciato al ragazzo che la voleva sposare anche se apparteneva ad una delle famiglie italiane più ricche e conosciute». Adesso prega e, con i suoi 29 anni e 9 chili in più, non fa più la testimonial per le case di moda, bensì per Medjugorje e per l'amore sacro. Parlata spigliata, jeans e maglietta bianca, davanti all'altare col microfono in mano Ania ha cominciato a raccontare la sua storia dall'infanzia. Famiglia di operai, una Polonia grigia, il papà morto per una caduta dalla scala ubriaco, la mamma che poi si dava agli uomini: e quel cliente che l'aveva violentata quando aveva 10 anni, cambiandole la vita. «L'ho detto alla mamma, ma lei non mi ha creduto e io ho cominciato ad odiarla». Quindi la discesa nel degrado, la vita in strada con una banda, le risse, i furti, la proposta a 16 anni di andare in Italia, a Milano, a lavorare nel campo della moda. Un sogno: «Invece Milano non l'ho proprio vista - ha raccontato - mi hanno portato in un garage alla periferia di Torino e mi hanno preso i documenti per farmi fare la prostituta». Solo dopo anni la fuga e l'arrivo nella luccicante Milano, il lavoro nel settore della moda, feste su feste, cocaina a iosa. «Mi stavo perdendo, alle volte annusavo il pavimento quando ero senza droga per vedere se qualche granello di cocaina era rimasto per terra. Poi un giorno sono svenuta, mi sono ritrovata in un letto, ho visto accanto al mio letto un uomo con la barba che scuoteva la testa». Folgorata dalla fede, Ania vedrà in quell’apparizione Padre Pio. Poi era arrivato il libro, il viaggio a Medjugorje, quindi la Via Crucisa e in cima, di fronte alla croce bianca, «ho sentito una voce che diceva di perdonare. Ho sussurrato "io perdono" e da quel momento mi sono sentita diversa, mi sono liberata dell'odio e mi sono riempita d'amore». Il resto è la storia della scelta di lasciare tutto, congedarsi dal nipote di Berlusconi, disdire il contratto col Billionaire e ritirarsi a Medjugorje. Nonchè portare in giro la testimonianza della sua vita.
07 marzo 2012

