Michele Sasi

Al centro dell’attenzione, quindi, un inedito scontro che si è sviluppato tra i magistrati vaticani. Da una parte si trovano i giudici della Corte d’appello vaticana, incaricati di valutare il caso e pronunciarsi sulle decisioni finali; dall’altra l’Ufficio del Promotore di giustizia, cioè i pubblici ministeri responsabili delle indagini. Il conflitto nasce dalla contestazione, da parte dell’accusa, dell’ordinanza emessa dalla Corte d’appello il 17 marzo scorso.
Si tratta di un episodio particolarmente significativo, perché rompe un equilibrio solitamente ben definito tra le funzioni dell’accusa e quelle del giudizio. L’iniziativa dei pubblici ministeri vaticani di impugnare una decisione dei giudici evidenzia una frattura interna e solleva interrogativi sulla gestione procedurale del processo.
Questa tensione rischia di avere conseguenze rilevanti sull’andamento del procedimento. Oltre a rallentare i tempi, potrebbe incidere sulla solidità delle decisioni prese e alimentare dubbi …Altro

korazym.org

L'opacità degli inquirenti vaticani nel “casa Becciu”. Vogliamo la verità, nient’altro che la verità

[http://korazym.org/Blog dell’Editore, 21.03.2026 – Ivo Pincara] – Il processo che coinvolge il Cardinale Angelo Becciu continua a rappresentare uno dei casi più delicati e complessi della giustizia vaticana, non solo per le accuse legate alla gestione dei fondi della Segreteria di Stato, ma anche per le tensioni emerse all’interno dello stesso sistema giudiziario.
L’ha rilevato Franca Giansoldati in un articolo su Il Messaggero di ieri, dal titolo Becciu, si profila scontro tra magistrati giudicanti e inquirenti: il Promotore ha impugnato l’ordinanza della Corte d’Appello: «La montagna di chat coperte da “omissis” (dall’allora Promotore di giustizia, Alessandro Diddi) che proverebbero l’esistenza di un complotto ordito ai danni del Cardinale Angelo Becciu, potrebbero non essere affatto depositate in Cancelleria il 30 aprile prossimo, come è appena stato ordinato al Promotore dalla Corte d’appello vaticana con l’ordinanza del 17 marzo.
Perché tanta attenzione su queste carte?…

166
Michele Sasi

L’ATTACCO IRANIANO ALLA BASE DIEGO GARCIA, ANCHE SE È FALLITO, È UN SEGNALE IMPORTANTE CHE IL REGIME HA DATO AL MONDO: SIGNIFICA CHE I MISSILI BALISTICI DI TEHERAN HANNO UNA GITTATA DI CIRCA 4MILA CHILOMETRI, LA DISTANZA TRA IL PAESE DEGLI AYATOLLAH E L’ISOLA DELL’ARCIPELAGO DELLE CHAGOS, IN TERRITORIO BRITANNICO NELL’OCEANO INDIANO, DOVE SI TROVA LA BASE – SIGNIFICA CHE TEHERAN NON HA SOLO RAZZI A MEDIO RAGGIO, MA ANCHE A RAGGIO INTERMEDIO (IRBM), IN GRADO DI RAGGIUNGERE ANCHE L'ITALIA...

dagospia.com

L’attacco iraniano alla base diego garcia, anche se È fallito, È un segnale importante che ...

L’ATTACCO IRANIANO ALLA BASE DIEGO GARCIA, ANCHE SE È FALLITO, È UN SEGNALE IMPORTANTE CHE IL REGIME HA DATO AL MONDO: SIGNIFICA CHE I MISSILI BALISTICI DI TEHERAN HANNO UNA GITTATA DI CIRCA 4MILA CHILOMETRI, LA DISTANZA TRA IL PAESE DEGLI AYATOLLAH E L’ISOLA DELL’ARCIPELAGO DELLE CHAGOS, IN TERRITORIO BRITANNICO NELL’OCEANO INDIANO, DOVE SI TROVA LA BASE – SIGNIFICA CHE TEHERAN NON HA SOLO RAZZI A MEDIO RAGGIO, MA PURE A RAGGIO INTERMEDIO (IRBM), IN GRADO DI RAGGIUNGERE, POTENZIALMENTE, ANCHE L'ITALIA...
Estratto da
www.corriere.it
mojtaba khamenei
La base utilizzata dagli Stati Uniti che l’Iran ha tentato di attaccare si trova sull’omonima isola Diego Garcia, nell’arcipelago delle Chagos, in territorio britannico. E’ una delle basi che il Regno Unito ha permesso agli Stati Uniti di utilizzare per «operazioni difensive specifiche contro l'Iran».
Si tratta di una base strategica per gli Stati Uniti, dove stazionano in particolare sottomarini nucleari, bombardieri e caccia. Nel 2025…

1399
Mario Angheran

Già a 3000 Km la precisione va in soffitta, figuriamoci a 4000. Solita propaganda dei media asserviti a Israele

Michele Sasi

A rare conflict has emerged within the Vatican judiciary over the handling of evidence and procedural fairness in the high-profile London property case, raising questions about transparency and due process.
In the Vatican, an unprecedented clash is unfolding between magistrates. On one side is the Prosecutor’s Office, and on the other, the judges of the Appeals Panel for the famous trial over the ill-fated London property. The mountain of chats covered by 'omissions' (by then-Prosecutor Alessandro Diddi), which would allegedly prove the existence of a plot against Cardinal Angelo Becciu, may not be filed with the Registry on April 30 as just ordered by the Vatican Court of Appeal with the March 17 ruling. That order declared the 'relative nullity' of the first instance and simultaneously requested 'the renewal of the trial', requiring the filing in the registry by April 30 of 'all acts and documents of the preliminary proceedings', and setting the first meeting with the parties for June …Altro

ilmessaggero.it

Clashing Magistrates and Hidden Files: The London Property Trial Turmoil

In the Vatican, an unprecedented clash is unfolding between magistrates. On one side is the Prosecutor’s Office, and on the other, the judges of the Appeals Panel for the famous trial over the ill-fated London property. The mountain of chats covered by 'omissions' (by then-Prosecutor Alessandro Diddi), which would allegedly prove the existence of a plot against Cardinal Angelo Becciu, may not be filed with the Registry on April 30 as just ordered by the Vatican Court of Appeal with the March 17 ruling. That order declared the 'relative nullity' of the first instance and simultaneously requested 'the renewal of the trial', requiring the filing in the registry by April 30 of 'all acts and documents of the preliminary proceedings', and setting the first meeting with the parties for June 22 to establish the hearing schedule. Things are getting complicated. Two days ago, the Prosecutor’s Office upset the situation by reserving the right to appeal the March 17 order. This means that at the …

322
Michele Sasi

In Vaticano si sta delineando uno scontro inedito tra magistrati. Da una parte l'Ufficio inquirente e dall'altra i magistrati che compongono il Collegio giudicante d'Appello del famoso processo per il disgraziato immobile di Londra. La montagna di chat coperte da 'omissis' (dall'allora Promotore di Giustizia, Alessandro Diddi) che proverebbero l'esistenza di un complotto ordito ai danni del cardinale Angelo Becciu, potrebbero non essere affatto depositate in Cancelleria il 30 aprile prossimo, come è appena stato ordinato al Promotore dalla Corte d'Appello vaticana con l'ordinanza del 17 marzo che decretava la «nullità relativa» del primo grado, e chiedendo simultaneamente «la rinnovazione del dibattimento», il deposito in cancelleria entro il 30 aprile di «tutti gli atti e dei documenti del procedimento istruttorio», e fissando poi al 22 giugno il primo appuntamento con le parti per stabilire il calendario delle udienze.
Le cose si stanno complicando.
Due giorni fa l'Ufficio del Promotore …Altro

ilmessaggero.it

Becciu, si profila scontro tra magistrati giudicanti e inquirenti: il Promotore ha impugnato l'ordinanza della Corte d'Appello

Il punto sui temi di attualità, ogni lunedì Iscriviti e ricevi le notizie via email
In
Vaticano si sta delineando uno scontro inedito tra magistrati. Da una parte l'Ufficio inquirente e dall'altra i magistrati che compongono il Collegio giudicante d'Appello del famoso processo per il disgraziato immobile di Londra. La montagna di chat coperte da 'omissis' (dall'allora Promotore di Giustizia, Alessandro Diddi) che proverebbero l'esistenza di un complotto ordito ai danni del cardinale Angelo Becciu, potrebbero non essere affatto depositate in Cancelleria il 30 aprile prossimo, come è appena stato ordinato al Promotore dalla Corte d'Appello vaticana con l'ordinanza del 17 marzo che decretava la «nullità relativa» del primo grado, e chiedendo simultaneamente «la rinnovazione del dibattimento», il deposito in cancelleria entro il 30 aprile di «tutti gli atti e dei documenti del procedimento istruttorio», e fissando poi al 22 giugno il primo appuntamento con le parti per stabilire il …

14K
csk.news condivide questo

Vatikánsky prokurátor napadol rozhodnutie odvolacieho súdu v prípade Becciu: V súvislosti s londýnskym majetkovým procesom s kardinálom Angelom Becciom sa vo Vatikáne odohráva inštitucionálny konflikt. Odvolací súd zrušil časť prvého procesu s odvolaním sa na závažné procesné chyby a nariadil opakovanie procesu spolu s úplným zverejnením predtým zatajených dôkazov. Vatikánsky prokurátor teraz podal proti tomuto rozhodnutiu žalobu, čím sa zvýšila možnosť, že kľúčové dokumenty - vrátane kontroverzných redigovaných rozhovorov - nebudú nikdy úplne zverejnené.

pt.news condivide questo

Procurador do Vaticano contesta decisão do Tribunal de Recurso no caso Becciu: Está a desenrolar-se um conflito institucional dentro do Vaticano a propósito do processo de propriedade em Londres envolvendo o Cardeal Angelo Becciu. O Tribunal de Recurso anulou parte do primeiro julgamento, invocando graves falhas processuais, e ordenou um novo julgamento com a divulgação total das provas anteriormente retidas. O procurador do Vaticano interpôs agora recurso contra essa decisão, levantando a possibilidade de documentos fundamentais - incluindo conversas controversas editadas - nunca virem a ser totalmente divulgados.

Michele Sasi

“LA GUERRA ALL'IRAN È STATA INIZIATA PER LA PRESSIONE DI ISRAELE E DELLA SUA POTENTE LOBBY AMERICANA" - SI DIMETTE JOE KENT, IL CAPO DELL'ANTITERRORISMO AMERICANO, VETERANO DELLA GUERRA IN IRAQ E DA ANNI SOSTENITORE DI TRUMP: "NON POSSO SOSTENERE LA GUERRA. L'IRAN NON RAPPRESENTAVA UNA MINACCIA IMMINENTE PER IL NOSTRO PAESE” - IN UNA LETTERA A TRUMP, KENT DENUNCIA LA "CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE" ORCHESTRATA DA ALTI FUNZIONARI ISRAELIANI CHE HA MINATO LA "PIATTAFORMA AMERICA FIRST" - I MEDIA AMERICANI: “GLI ALLEATI DI TRUMP SONO PREOCCUPATI PER LA GUERRA IN IRAN: TEMONO CHE IL PRESIDENTE NON CONTROLLI PIÙ COME O QUANDO LA GUERRA FINIRÀ. IL TIMORE È CHE GLI ATTACCHI IRANIANI ALLO STRETTO DI HORMUZ STIANO METTENDO TRUMP ALLE STRETTE, SPINGENDOLO VERSO UNA ESCALATION FINO ALL'INVIO DI TRUPPE DI TERRA”

dagospia.com

Joe kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano, si dimette in polemica con trump

TRUMP, ADDIO! - “LA GUERRA ALL'IRAN È STATA INIZIATA PER LA PRESSIONE DI ISRAELE E DELLA SUA POTENTE LOBBY AMERICANA" - SI DIMETTE JOE KENT, IL CAPO DELL'ANTITERRORISMO USA, VETERANO DELLA GUERRA IN IRAQ E DA ANNI SOSTENITORE DEL VICE PRESIDENTE MAGA, JD VANCE: "NON POSSO SOSTENERE LA GUERRA. L'IRAN NON RAPPRESENTAVA UNA MINACCIA IMMINENTE PER IL NOSTRO PAESE” - IN UNA LETTERA A TRUMP, KENT DENUNCIA LA "CAMPAGNA DI DISINFORMAZIONE" ORCHESTRATA DA ALTI FUNZIONARI ISRAELIANI CHE HA MINATO LA "PIATTAFORMA AMERICA FIRST" - I MEDIA AMERICANI: “GLI ALLEATI DI TRUMP SONO PREOCCUPATI PER LA GUERRA IN IRAN: TEMONO CHE IL PRESIDENTE NON CONTROLLI PIÙ COME O QUANDO LA GUERRA FINIRÀ. IL TIMORE È CHE GLI ATTACCHI IRANIANI ALLO STRETTO DI HORMUZ STIANO METTENDO TRUMP IN UN VICOLO CIECO, SPINGENDOLO VERSO UNA ESCALATION FINO ALL'INVIO DI TRUPPE DI TERRA...”
IL CAPO DEL CENTRO PER L'ANTITERRORISMO USA SI DIMETTE PER LA GUERRA IN IRAN
JOE KENT
(ANSA) - NEW YORK, 17 MAR - Joe Kent, il capo del centro …

290
Michele Sasi

DOPO GAZA, LA CISGIORDANIA: NELL’IMPUNITÀ TOTALE, ISRAELE CONTINUA LA SUA CARNEFICINA – A TAMMUN, VILLAGGIO A NORD DI NABLUS, LE FORZE ARMATE ISRAELIANE HANNO UCCISO UN 37ENNE PALESTINESE, LA MOGLIE E I DUE FIGLI DI QUATTRO ANNI – PER GLI ISRAELIANI LA MACCHINA SULLA QUALE VIAGGIAVANO ERA “SOSPETTA”. MA UNO DEI CUGINI DELLA VITTIMA SMENTISCE: “IMPOSSIBILE NON ACCORGERSI CHE ERA UNA FAMIGLIA. LA CARROZZERIA DELLA MACCHINA HA PIÙ DI 70 FORI DI PROIETTILE. SI SONO SALVATI GLI ALTRI DUE BIMBI DI 12 E 8 ANNI. UNO DI LORO È STATO TRASCINATO PER I CAPELLI FUORI DALL’ABITACOLO, GLI ISRAELIANI URLAVANO DI AVER UCCISO DEI CANI...”

dagospia.com

Dopo gaza, la cisgiordania: nell’impunitÀ totale, israele continua la sua carneficina – a tammun...

DOPO GAZA, LA CISGIORDANIA: NELL’IMPUNITÀ TOTALE, ISRAELE CONTINUA LA SUA CARNEFICINA – A TAMMUN, VILLAGGIO A NORD DI NABLUS, LE FORZE ARMATE ISRAELIANE HANNO UCCISO UN 37ENNE PALESTINESE, LA MOGLIE E I DUE FIGLI DI QUATTRO ANNI – PER GLI ISRAELIANI LA MACCHINA SULLA QUALE VIAGGIAVANO ERA “SOSPETTA”. MA UNO DEI CUGINI DELLA VITTIMA SMENTISCE: “IMPOSSIBILE NON ACCORGERSI CHE ERA UNA FAMIGLIA. LA CARROZZERIA DELLA MACCHINA HA PIÙ DI 70 FORI DI PROIETTILE. SI SONO SALVATI GLI ALTRI DUE BIMBI DI 12 E 8 ANNI. UNO DI LORO È STATO TRASCINATO PER I CAPELLI FUORI DALL’ABITACOLO, GLI ISRAELIANI URLAVANO DI AVER UCCISO DEI CANI...”
Estratto dell’articolo di Fabio Tonacci per
https://www.repubblica.it/
famiglia palestinese uccisa da soldati israeliani in cisgiordania 6
«La macchina di mio cugino Ali ha sulla carrozzeria più di 70 fori di proiettile, l’esercito di Israele ha ucciso una famiglia innocente senza alcun motivo».
Parla a Repubblica Isam Hassan, 58 anni, parente di Ali Khaled Bani …

225
Michele Sasi

Il Promotore di Giustizia è obbligato a depositare entro un mese tutti gli atti (anche quelli omissati)
Nuovo colpo di scena. Il famoso processo Becciu è da rifare e si riparte (quasi) da zero. Dopo poco meno di due mesi di silenzio i giudici della Corte d'Appello del Vaticano si sono pronunciati sulle «ipotesi di nullità relative, tempestivamente eccepite e non sanate» in primo grado e ha ordinato «di rinnovare» il dibattimento che aveva portato alla condanna di nove persone, compreso il cardinale Angelo Becciu. Ha poi ordinato all'Ufficio del Promotore di Giustizia di «depositare in Cancelleria entro il 30 aprile, tutti gli atti del procedimento istruttorio nella loro versione integrale». Il che significa che finalmente verranno resi noti (e usati in sede dibattimentale) tutte le chat integrali che a suo tempo erano state omissate dal Promotore Alessandro Diddi, così come gli interrogatori che erano stati fatti. Insomma, tutti quegli elementi che erano mancati alle difese ed erano …Altro

ilmessaggero.it

Processo Becciu, colpo di scena della Corte d'Appello vaticana: «Rinnovare il dibattimento». Si ricomincia (quasi) da zero

Il punto sui temi di attualità, ogni lunedì Iscriviti e ricevi le notizie via email
Nuovo colpo di scena. Il famoso processo
Becciu è da rifare e si riparte (quasi) da zero. Dopo poco meno di due mesi di silenzio i giudici della Corte d'Appello del Vaticano si sono pronunciati sulle «ipotesi di nullità relative, tempestivamente eccepite e non sanate» in primo grado e ha ordinato «di rinnovare» il dibattimento che aveva portato alla condanna di nove persone, compreso il cardinale Angelo Becciu. Ha poi ordinato all'Ufficio del Promotore di Giustizia di «depositare in Cancelleria entro il 30 aprile, tutti gli atti del procedimento istruttorio nella loro versione integrale». Il che significa che finalmente verranno resi noti (e usati in sede dibattimentale) tutte le chat integrali che a suo tempo erano state omissate dal Promotore Alessandro Diddi, così come gli interrogatori che erano stati fatti. Insomma, tutti quegli elementi che erano mancati alle difese ed erano stati alla base …

293
Michele Sasi

Si avvicina il momento del commiato della Chiesa di Benevento dal suo presule monsignor Felice Accrocca eletto vescovo ad Assisi e Foligno
Indiscrezioni parlerebbero di una terna sotto esame per la scelta del successore. Ovviamente si tratta di voci senza conferme. Ci sarebbero da valutare monsignor Mauro Gambetti, monsignor Michele Autuoro e monsignor Michele Fusco. L'ultimo arcivescovo con il titolo di cardinale, Benevento lo ebbe con Donato Maria Dell'Olio (1898-1902). Nulla e' impossibile. Si aggiunge mons. Leonardo D'Ascenzo

gazzettabenevento.it

Gazzetta di Benevento

Il prossimo 25 marzo monsignor Felice Accrocca, già arcivescovo di Benevento, prenderà ufficialmente possesso del suo nuovo incarico di vescovo di Assisi e Spoleto affidatogli da papa Leone XIV.
Il 18 marzo, in Cattedrale, nella sede metropolita che è stata sua per quasi dieci anni dopo la nomina, da presbitero a Latina, ricevuta da papa Francesco, si accomiaterà dalla Chiesa di Benevento.
Crescono intanto le incombenze della vasta diocesi beneventana che chiedono di essere governate dal nuovo presule.
Non si conosce ancora il nome del nuovo arcivescovo di Benevento nonostante dal 10 gennaio scorso sia noto che monsignor Accrocca fosse stato nominato ad Assisi.
La Chiesa non ha un incedere veloce questo è noto ma insomma il tempo passato è abbastanza per una decisione.
Sembra che si stia valutando una terna all'interno della quale scegliere il nuovo arcivescovo di Benevento ma non è escluso che i tempi potrebbero allungarsi con una nomina "provvisoria" mentre l'Arcidiocesi potrebbe …

1K
Michi Gini condivide questo

Indiscrezioni parlerebbero di una terna sotto esame per la scelta del successore alla diocesi di Benevento. Ovviamente si tratta di voci senza conferme. Ci sarebbero da valutare monsignor Mauro Gambetti, monsignor Michele Autuoro e monsignor Michele Fusco. L'ultimo arcivescovo con il titolo di cardinale, Benevento lo ebbe con Donato Maria Dell'Olio (1898-1902). Nulla e' impossibile. Si aggiunge mons. Leonardo D'Ascenzo.

Michele Sasi

Siamo entrati di nuovo dentro la Basilica con un occhio diverso: raccontare San Pietro vista dai visitatori. L’effetto che ne abbiamo avuto è quello di una gigantesca attrazione turistica nella quale il senso del sacro ormai rischia di perdersi nel vociare confuso e disordinato di turisti che da ogni parte del mondo per la gran parte hanno ormai perso il senso del sacro.
Che girano alla rinfusa come girerebbero dentro al Colosseo e che, un po’ perché nessun cartello li induce ad averne, un po’ perché nessuno li fa riflettere su questo, sono privi del tutto di un’attenzione reverenziale che avrebbero invece in altri templi, magari più rigorosi di altre fedi o in altre chiese meno turistiche ma nelle quali si percepisce fin da subito il sacro e quindi la condizione del silenzio, decisamente assente qui...

lanuovabq.it

Una mattina in San Pietro, tra visitatori distratti e il sacro svanito

il reportage
Ascolta la versione audio dell'articolo
Com'è la Basilica di San Pietro vista con gli occhi dei visitatori? Abbiamo trascorso una mattina nella chiesa più importante della Chiesa cattolica: dal 1° marzo c'è un percorso riservato agli oranti, ma tutto, anche la Messa, è immerso nel vociare confuso dei visitatori che non sanno cos'è il silenzio e il sacro. E che passeggiano come se fossero di fronte a un'attrazione turistica qualsiasi. Ecco cosa abbiamo visto.
- La gallery
Guardare San Pietro con gli occhi dei visitatori. Quando visitiamo il tempio più importante della Cristianità siamo rapiti dalla maestosità degli spazi, dalle statue e dai quadri, da tutte le opere d’arte che, dalla Pietà di Michelangelo in giù fino al baldacchino del Bernini, rendono la Basilica del Papa un patrimonio unico e irripetibile dell’arte. Ma come si muovono le migliaia di visitatori che ogni giorno varcano il portone bronzeo del Filarete? Lo sanno che sono in un luogo sacro? Che spazio …

2242
Michi Gini condivide questo
Lisi Sterndorfer

Ciao, Cardinal Mauro G.

Michele Sasi
dagospia.com

Human rights watch: israele ha usato munizioni al fosforo bianco in libano

“ISRAELE HA USATO MUNIZIONI AL FOSFORO BIANCO IN LIBANO” - L'ASSOCIAZIONE “HUMAN RIGHTS WATCH” HA ACCUSATO TEL AVIV DI AVER UTILIZZATO "ILLEGALMENTE" FOSFORO BIANCO SU AREE RESIDENZIALI POPOLATE NEL LIBANO MERIDIONALE, DOPO LA RIPRESA DEL CONFLITTO TRA ISRAELE E HEZBOLLAH: “MUNIZIONI DI QUESTO TIPO SONO STATE SPARATE DALL'ARTIGLIERIA SULLE ABITAZIONI IL 3 MARZO 2026 NELLA CITTÀ DI YOHMOR. ABBIAMO VERIFICATO E GEOLOCALIZZATO SETTE IMMAGINI CHE MOSTRANO MUNIZIONI AL FOSFORO BIANCO ESPLODERE SU UN'AREA”
esercito israeliano
(ANSA) - ROMA, 09 MAR - L'associazione Human Rights Watch ha accusato Israele di aver utilizzato "illegalmente" fosforo bianco su aree residenziali popolate nel Libano meridionale, dopo la ripresa del conflitto tra Israele e Hezbollah. "L'esercito israeliano ha utilizzato illegalmente munizioni al fosforo bianco sparate dall'artiglieria sulle abitazioni il 3 marzo 2026 - si legge in una nota dell'organizzazione riportata dall'agenzia Belga - nella città di Yohmor, …

246
Michele Sasi

ANDREA STROPPA, BRACCIO DESTRO DI ELON MUSK: “NON SERVE CHE L’ATTACCO PARTA DA TEHERAN. BASTA UN PESCHERECCIO AL LARGO DI OSTIA CHE LANCI CINQUE DRONI DI MEDIE DIMENSIONI CARICHI DI ESPLOSIVO E, IN MEZZ’ORA, POSSONO COLPIRE SIA PALAZZO CHIGI SIA IL QUIRINALE. SE VI STATE CHIEDENDO SE QUEI FUCILI ANTI-DRONE DELL’ESERCITO FUNZIONINO CONTRO QUESTO TIPO DI MINACCE, LA RISPOSTA È: NO”

dagospia.com

L’italia È al sicuro, in caso di attacchi dall’iran? sentite andrea stroppa, braccio destro di musk

L’ITALIA È AL SICURO, IN CASO DI ATTACCHI DALL’IRAN? SENTITE ANDREA STROPPA, BRACCIO DESTRO DI ELON MUSK: “NON SERVE CHE L’ATTACCO PARTA DA TEHERAN. BASTA UN PESCHERECCIO AL LARGO DI OSTIA CHE LANCI CINQUE DRONI DI MEDIE DIMENSIONI CARICHI DI ESPLOSIVO E, IN MEZZ’ORA, POSSONO COLPIRE SIA PALAZZO CHIGI SIA IL QUIRINALE. SE VI STATE CHIEDENDO SE QUEI FUCILI ANTI-DRONE DELL’ESERCITO FUNZIONINO CONTRO QUESTO TIPO DI MINACCE, LA RISPOSTA È: NO” – I SUGGERIMENTI (CHE IN PASSATO SONO STATI IGNORATI) AL GOVERNO: “IMPARARE DAGLI UCRAINI PER COSTRUIRE UNA CAPACITÀ DI DIFESA BASATA SUI DRONI, COINVOLGERE CASSA DEPOSITI E PRESTITI E DUE DELLE PRINCIPALI BANCHE ITALIANE PER…”
Da
open.online
andrea stroppa a piazzapulita 9
A chi si interroga se l’Italia sia al sicuro, in caso di attacchi dall’Iran come sta accadendo ai paesi del Golfo, la risposta ce l’ha il braccio destro di Elon Musk in Italia. E la risposta, manco a dirlo, è che siamo del tutto inpreparati. Andrea Stroppa ovviamente su X …

11K
silvioabcd

E come mai questi sinistroidi non vogliono fermare queste persone e l'immigrazione irregolare? Come mai un magistrato filo comunista ha affermato che la Meloni la facciamo cadere con gli immigrati? Non sono costoro? Stoppa dicesse che qui si stoppa l'immigrazione irregolare, entrate nelle nostre acque di barche, barconi e natanti.

Gast6 condivide questo

Der Tech-Experte Andrea Stroppa, enger Vertrauter von Elon Musk in Italien, warnt vor möglichen Drohnenangriffen und sieht Italien derzeit unzureichend vorbereitet. Seiner Einschätzung nach könnten bereits wenige mit Sprengstoff beladene Drohnen – etwa von einem Boot vor der Küste gestartet – in kurzer Zeit wichtige Ziele in Rom erreichen.
Stroppa fordert daher, dass Italien schneller in moderne Drohnenabwehr investiert und vom ukrainischen Know-how lernt. Als Vorbild nennt er Deutschland, das sowohl in teure High-End-Abwehrsysteme als auch in neue Technologien investiert. Finanziert werden könnte eine solche Strategie laut Stroppa durch staatliche Institutionen, Banken und Kooperationen mit der Industrie – mit dem Ziel, Sicherheit zu stärken und gleichzeitig neue Arbeitsplätze zu schaffen.

Michele Sasi
petizioni.com

A PAPA LEONE XIV: IL CARD. KRAJEWSKI SALDI IL DEBITO PER IL RIALLACCIO ABUSIVO DELLA CORRENTE AL PALAZZO OCCUPATO IN VIA S. CROCE IN GERUSALEMME

A PAPA LEONE XIV: IL CARD. KRAJEWSKI SALDI IL DEBITO PER IL RIALLACCIO ABUSIVO DELLA CORRENTE AL PALAZZO OCCUPATO IN VIA S. CROCE IN GERUSALEMME
Beatissimo Padre, Eminenza reverendissima,
nella serata dell’11 maggio 2019, S.E.R. il
Il debito, a quella data, ammontava ad oltre 300.000 euro.
Sua Eminenza Krajewski, dopo aver lasciato il biglietto da visita sul contatore riallacciato, ha dichiarato all’agenzia AGI: "
https://www.nextquotidiano.it/konrad-krajewski-elemosiniere-palazzo-occupato-spin-labs/
Come riporta il TG 2000 del 13 maggio 2019, Sua Eminenza si era dichiarato disponibile anche a saldare gli oneri futuri per i consumi elettrici. https://www.youtube.com/watch?v=x2o9-1muLC0
A quanto ci risulta, il saldo di questo debito di cui Sua Eminenza si era assunto piena responsabilità, non è mai avvenuto. Pertanto siamo a chiederLe rispettosamente che
Infatti, l’elemosina cristiana, come la Bibbia e Lei ci insegnate, si fa con le
“A tutti quelli che praticano la giustizia, fa’ …

1686
N.S.dellaGuardia

Sì, attendete pure che prima o poi... 🥴

Michele Sasi

Gambetti sul ristorante sul tetto di S. Pietro: “Sarà per i pellegrini un servizio come quelli igienici”. VERGOGNA

messainlatino.it

Badilla. Gambetti sul ristorante sul tetto di S. Pietro: “Sarà per i pellegrini un servizio come quelli igienici”. VERGOGNA - MiL - Messainlatino.it

Grazie a Luis Badilla per questa vergognosa notizia sull’erigendo ristorante in Basilica di S. Pietro.
Vergogna veramente.
QUI, QUI e QUI Giansoldati e Badilla sulla grottesca vicenda.
“Non c’è nessuna ragione per vendere spaghetti sul tetto della Basilica di San Pietro […] In giro per il mondo, indagando sui principali luoghi religiosi, naturalmente non solo cattolici ma anche di altre grandi confessioni religiose, non esiste nulla di simile. Il bistrot della Basilica di San Pietro è un unicum che provoca tristezza e anche dolore. È un’offesa alla sacralità del luogo sancita con i sigilli che non avremmo mai immaginato che sarebbero stati autorizzati”.
Luigi C.
Card. Mauro Gambetti sul ristorante sul tetto della Basilica: “Sarà per i pellegrini un servizio come quelli igienici”.
Una offesa alla sacralità del luogo. Tristezza e dolore.

Lunedì 16 febbraio scorso, alcuni esperti guidati dall’Arciprete della Basilica di San Pietro, cardinale Mauro Gambetti, hanno preso parte …

2522
N.S.dellaGuardia

Qualcuno mandi costui a pulirli, i servizi igienici!
E DOPO TUTTO QUEL CHE HA COMBINATO È ANCORA LÌ!!!

InVeritate condivide questo

Gambetti sul ristorante sul tetto di S. Pietro: “Sarà per i pellegrini un servizio come quelli igienici”. VERGOGNA

Michele Sasi

Se fosse stata proprosta una visita alla moschea o a La Mecca non avrebbero obbiettato

ilmessaggero.it

Messe, rosari e anche il pellegrinaggio in Terra Santa. Alla Farnesina la rivolta dei diplomatici contro il cappellano della «svolta spirituale»

Il punto serale sulle notizie del giorno Iscriviti e ricevi le notizie via email
La messa è finita, andate in pace. Ma la messa non finisce mai. Alla
Farnesina, almeno, una messa non si nega a nessuno. E neanche un rosario, una novena, un pellegrinaggio in Terra Santa. È la rivoluzione spirituale di padre Marco Malizia, il sacerdote nominato da Antonio Tajani cappellano ufficiale del ministero degli Esteri.
A cui ora si contrappone la "rivolta laica" dei diplomatici italiani. In una lettera il SINDMAE, il sindacato unico delle feluche, indirizzata al segretario generale Guariglia, chiede di darci un taglio con la "svolta spirituale" del ministero.
Nel mirino c'è padre Malizia, il confessore della Farnesina accomodato in una stanza al primo piano, stimato e rodatissimo cappellano militare.
Messe, rosari e pellegrinaggi. Il cappellano della Farnesina è un caso
«Le ripetute iniziative di preghiera nonché le funzioni religiose svolte o annunciate in orario d’ufficio, quali ad esempio …

551

Alcuni si sono mossi di corsa, correndo ai ripari e ingaggiando un nome “pesante”. Hanno scelto uno di quei cardinali che, per capacità di cambiare direzione della bandiera a seconda del vento che tira, è secondo soltanto a Christoph Schönborn. Il cardinale canadese Marc Ouellet, infatti, sotto il pontificato di Francesco ha iniziato a sostenere tesi insostenibili, che non avrebbe mai affermato durante il pontificato di Benedetto XVI, del quale si vantava di essere “fedelissimo”; con Francesco, invece, ha avallato qualunque uscita sulla presenza dei laici nei luoghi di governo della Curia Romana. Qualche suo confratello riferisce che tutto ciò sia avvenuto soprattutto a motivo delle accuse di abusi ricevute in Canada e che Ouellet temesse che, senza la protezione di Francesco, avrebbe rischiato di fare la fine di George Pell: rientrare in patria per affrontare un processo e poi, pur essendo innocente, esporsi al pericolo di una condanna, utile soltanto a dare l’impressione …Altro

silerenonpossum.com

Dicastero per la Comunicazione. A Piazza Pia l'incubo di un "reset" di Papa Leone

Città del Vaticano - Con l’avvicinarsi del 5 luglio 2026, data in cui Paolo Ruffini raggiungerà gli otto anni da prefetto del Dicastero per la Comunicazione, nei corridoi di Piazza Pia il clima è tutt’altro che disteso. A dicembre toccherà lo stesso traguardo anche ad Andrea Tornielli e ad Andrea Monda; a luglio, invece, saranno sette anni per Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa della Santa Sede. Una sequenza di scadenze che, di fatto, riapre la questione della governance e della linea editoriale dei media vaticani, proprio mentre il nuovo pontificato chiede chiarezza, coerenza e strumenti adeguati. Considerato che, in 287 giorni, Papa Leone XIV non ha voluto ricevere in udienza queste figure - fatta eccezione per Paolo Ruffini, incontrato lo scorso giugno per una udienza lampo - a Piazza Pia cresce la preoccupazione: molti temono che il Pontefice non intenda attendere il compimento dell’intero quinquennio prima di congedarli. E sarebbe una scelta molto saggia. …

247